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Massoterapia
18 febbraio 2026
Dolore cronico: massaggio terapeutico o rilassante? La scienza della scelta clinica

Il dolore cronico è una condizione neurofisiologica complessa che altera la percezione del sistema nervoso e la struttura dei tessuti. Quando il dolore persiste oltre i tre mesi, la scelta del trattamento manuale deve essere mirata e non puramente estetica. Distinguere tra un approccio rilassante e uno terapeutico è fondamentale per intervenire sulle radici biologiche della sofferenza, garantendo un recupero funzionale duraturo e clinicamente fondato. Scopriamo quale strategia scientifica scegliere.
La fisiopatologia del dolore persistente
Per scegliere il massaggio corretto, è necessario comprendere che il dolore cronico differisce profondamente da quello acuto. Mentre il dolore acuto è un segnale d'allarme temporaneo, quello cronico è spesso legato a un fenomeno chiamato sensibilizzazione centrale.
Cambiamenti strutturali e nervosi
In uno stato di dolore persistente, il sistema nervoso diventa ipersensibile: invia segnali di dolore anche in assenza di una lesione reale. Contemporaneamente, i tessuti molli subiscono modificazioni biochimiche: il tessuto connettivo perde la sua fluidità e si formano micro-aderenze che limitano il movimento. Un semplice sfioramento cutaneo non è sufficiente a invertire questi processi biologici radicati: occorre uno stimolo che agisca sulla "memoria" del tessuto.
Massaggio rilassante vs. terapeutico: meccanismi a confronto
La distinzione tra i due approcci risiede nell'obiettivo biologico e nella profondità dello stimolo applicato ai tessuti.
Il massaggio rilassante: gestione dello stress
Il massaggio rilassante agisce principalmente sul sistema nervoso parasimpatico. Attraverso manovre lente e superficiali, favorisce la riduzione del cortisolo (l'ormone dello stress) e stimola il rilascio di endorfine. È un supporto eccellente per il benessere psicologico, ma la sua azione si ferma agli strati cutanei superiori. Non è progettato per modificare la struttura dei muscoli o sciogliere le aderenze profonde che alimentano il dolore cronico.
Il massaggio terapeutico: rimodellamento e biostimolazione
Il massaggio terapeutico (che include tecniche decontratturanti e connettivali) utilizza la biostimolazione cellulare per generare un cambiamento fisico.
Il terapista interviene per:
- Rompere le fibrosi: scioglie fisicamente le aderenze nel tessuto connettivo che "incollano" i muscoli tra loro
- Resettare i recettori del dolore: la pressione profonda invia nuovi segnali al midollo spinale, aiutando a "sovrascrivere" il segnale di dolore cronico.
- Ripristinare la microcircolazione: forzando il sangue nei tessuti ristagnanti, si eliminano le sostanze infiammatorie accumulate da mesi.
Perché la scienza supporta l'approccio terapeutico
Nel trattamento delle patologie muscolo-scheletriche croniche, la ricerca evidenzia che solo uno stimolo meccanico profondo può indurre il rimodellamento dei tessuti. Mentre il relax offre una tregua temporanea, la terapia manuale specifica lavora sulla plasticità del muscolo, aiutandolo a ritrovare la sua elasticità originaria e riducendo l'infiammazione silente che caratterizza le sindromi croniche.
Nella gestione del dolore cronico, la scienza suggerisce che un approccio puramente edonistico sia insufficiente. Mentre il massaggio rilassante supporta il sistema nervoso, solo il massaggio terapeutico interviene sulla biologia del tessuto e sulla riprogrammazione dei segnali dolorosi. Per ottenere risultati stabili e migliorare la qualità della vita, è essenziale affidarsi a tecniche manuali specifiche. Il benessere autentico passa attraverso una comprensione clinica e profonda del proprio corpo e delle sue necessità strutturali.

Davide Colombi
MassoterapistaAmministratore