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Massoterapia
07 gennaio 2026
La scienza del massaggio decontratturante: dalla fisiologia al recupero funzionale

Il massaggio decontratturante è un intervento di terapia manuale mirato alla normalizzazione del tono muscolare. Spesso confuso con il semplice relax, si basa in realtà su precisi principi di fisiologia e biomeccanica. Agendo direttamente sulle fibre "bloccate" e sui processi circolatori, questa tecnica permette di risolvere rigidità profonde e ripristinare la corretta mobilità. Comprendere cosa accade all'interno dei tessuti è fondamentale per apprezzare questo pilastro del benessere strutturale.
Cosa accade nel muscolo: il ciclo della contrattura
A livello scientifico, una contrattura è definita come un ipertono muscolare involontario. In pratica, le fibre del muscolo rimangono "accese" e contratte anche quando dovrebbero essere a riposo. Questo stato non è solo fastidioso, ma genera un vero e proprio squilibrio biochimico nei tessuti coinvolti.
L'insufficienza circolatoria e i Trigger Point
Quando un muscolo è costantemente contratto, comprime i piccoli vasi sanguigni al suo interno, riducendo l'apporto di ossigeno (un fenomeno chiamato ischemia locale). Senza ossigeno, il muscolo non riesce a smaltire le scorie acide prodotte dal metabolismo, come l'acido lattico.
In questo ambiente povero di nutrienti si formano i Trigger Point: piccoli nodi di fibra muscolare estremamente irritabili che possono irradiare dolore anche in zone distanti (dolore riflesso). Il massaggio interviene esattamente per "resettare" questa situazione anomala.
Meccanismi d’azione: come la pressione diventa cura
Il terapista non esercita una pressione casuale: utilizza manovre studiate per innescare risposte biologiche precise attraverso la meccanotrasduzione, ovvero la capacità delle cellule di rispondere positivamente agli stimoli meccanici esterni.
Le fasi dell'intervento terapeutico
Le tecniche principali agiscono su diversi livelli del tessuto miofasciale:
- Iperemia attiva (frizione): le manovre iniziali scaldano la zona e richiamano sangue. Questo aumento della circolazione "lava via" i metaboliti infiammatori e riossigena le fibre
- Pressione ischemica: il terapista preme sul "nodo" (trigger point) per un breve periodo. Al rilascio, si verifica un rapido afflusso di sangue fresco che nutre istantaneamente la cellula muscolare, forzandone il rilassamento
- Sbrigliamento delle Fasce: il massaggio profondo scioglie le "aderenze" tra i muscoli e la fascia (la membrana che li riveste), restituendo fluidità ai movimenti che prima risultavano legati o dolorosi
Benefici clinici: oltre la scomparsa del dolore
L'efficacia di questo trattamento si manifesta in tre aree fondamentali per la salute del paziente:
- Aumento del ROM (range of motion): liberando le fibre contratte, l'articolazione collegata recupera la sua piena ampiezza di movimento, eliminando la sensazione di "blocco"
- Riallineamento delle fibre: il massaggio aiuta il tessuto connettivo a riorganizzarsi in modo ordinato, prevenendo che una semplice rigidità si trasformi in una fibrosi o in un problema cronico
- Riduzione dello stress neurologico: agendo sui recettori nervosi del muscolo, il trattamento invia segnali di rilassamento al cervello, abbassando lo stato di allerta generale dell'organismo
In sintesi, il massaggio decontratturante è una procedura che agisce sulle alterazioni strutturali e biochimiche del corpo. Normalizzando la circolazione e sciogliendo i Trigger Point, non solo elimina il dolore, ma ottimizza l'intera meccanica corporea. È un investimento sulla salute a lungo termine, essenziale per prevenire infortuni e degenerazioni.

Davide Colombi
MassoterapistaAmministratore